28 Luglio 2026

Immobilizzazioni immateriali: cosa sono, classificazione e disciplina OIC 24 

Calcolo delle immobilizzazioni immateriali

Le immobilizzazioni immateriali sono una delle voci più delicate dello stato patrimoniale: non hanno consistenza fisica, ma incidono in modo diretto sul valore d’impresa, sulla corretta rappresentazione del bilancio e, in molti casi, sull’esito di un’operazione straordinaria o di una due diligence. Comprenderne la disciplina civilistica e contabile è quindi utile non solo per chi redige il bilancio, ma anche per chi deve valutarlo o utilizzarlo a fini gestionali. 

Cosa sono le immobilizzazioni immateriali 

Le immobilizzazioni immateriali sono costi o beni solitamente privi di tangibilità fisica, ma dotati di utilità pluriennale, cioè in grado di generare benefici economici futuri per l’impresa oltre l’esercizio in cui sono sostenuti. Per questo motivo trovano collocazione nell’attivo dello stato patrimoniale, alla voce B.I, come previsto dall’articolo 2424 del codice civile. 

A disciplinarne la rilevazione, la classificazione e la valutazione è il principio contabile OIC 24, che si affianca alle disposizioni del codice civile (in particolare l’articolo 2426) e ne rappresenta l’applicazione operativa per le imprese che redigono il bilancio secondo le norme nazionali. 

Per un inquadramento più ampio del sistema dei principi contabili nazionali, può essere utile partire dal nostro approfondimento su cosa sono i principi contabili OIC

Come si classificano: oneri pluriennali, beni immateriali e avviamento 

L’OIC 24 distingue le immobilizzazioni immateriali in tre grandi categorie. 

Oneri pluriennali 

Sono costi che non esauriscono la loro utilità nell’esercizio in cui vengono sostenuti, ma la estendono su più anni. Rientrano in questa categoria: 

  • i costi di impianto e di ampliamento, legati alla fase di costituzione, avvio o riorganizzazione dell’attività; 
  • i costi di sviluppo, sostenuti per progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti o processi, distinti dai costi di ricerca (che restano invece di competenza dell’esercizio). 

Beni immateriali 

Comprendono i diritti di brevetto industriale, i diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, le concessioni, le licenze, i marchi e altri diritti simili: beni solitamente privi di consistenza fisica ma individualmente identificabili e giuridicamente tutelabili. 

Avviamento 

L’avviamento rappresenta il maggior valore riconosciuto in sede di acquisizione di un’azienda o di un ramo d’azienda, non attribuibile ai singoli elementi patrimoniali acquisiti. È l’unica voce di immobilizzazione immateriale che, secondo l’OIC 24, può essere iscritta in bilancio solo se acquisita a titolo oneroso: l’avviamento generato internamente non è mai capitalizzabile. 

Criteri di iscrizione e capitalizzazione secondo l’OIC 24 

L’iscrizione di un’immobilizzazione immateriale in bilancio non è automatica: l’OIC 24 richiede che ricorrano contestualmente alcune condizioni, tra cui: 

  • l’impresa abbia il potere di usufruire dei benefici economici futuri del bene e possa limitarne l’accesso a terzi; 
  • il costo sia stimabile con sufficiente attendibilità; 
  • il bene sia stato acquisito da terzi oppure, se generato internamente, rispetti requisiti specifici (come nel caso dei costi di sviluppo). 

Ne consegue che i beni immateriali generati internamente o acquisiti a titolo gratuito non possono, di norma, essere capitalizzati. Il valore di iscrizione iniziale corrisponde al costo di acquisto o di produzione, eventualmente incrementato dagli oneri accessori direttamente imputabili. 

L’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 

Una volta iscritte, le immobilizzazioni immateriali devono essere ammortizzate in modo sistematico, in base alla loro residua possibilità di utilizzazione, a partire dal momento in cui sono disponibili e pronte per l’uso (articolo 2426, comma 1, numero 2, del codice civile). Le regole variano in base alla categoria: 

  • i costi di impianto e di ampliamento si ammortizzano entro un periodo non superiore a cinque anni; 
  • i costi di sviluppo si ammortizzano in base alla loro vita utile o, se questa non è attendibilmente stimabile, entro cinque anni; 
  • L’avviamento è ammortizzato lungo la vita utile stimata, determinata in sede di rilevazione iniziale sulla base dei benefici economici attesi dall’aggregazione aziendale e comunque entro il limite massimo di venti anni; nei soli casi eccezionali in cui tale vita utile non sia stimabile in modo attendibile, l’ammortamento è effettuato su un periodo non superiore a dieci anni, motivando nella nota integrativa la durata prescelta e i criteri utilizzati per la relativa determinazione. 

Per un confronto con la disciplina generale dell’ammortamento, anche in ottica fiscale, si veda il nostro approfondimento su ammortamento civilistico e fiscale

Le novità 2025-2026 dell’OIC 24 

Il principio contabile OIC 24 è stato oggetto di un percorso di aggiornamento che ha introdotto, tra le altre cose, maggiore flessibilità nei criteri di ammortamento: in presenza di condizioni specifiche, l’impresa può utilizzare i ricavi come indicatore del consumo dei benefici economici futuri di un’immobilizzazione immateriale, in alternativa al tradizionale criterio temporale. Sono state inoltre chiarite le regole di contabilizzazione dei contratti di acquisto con opzione di rivendita. 

Per un quadro completo delle novità che interessano i principi contabili nazionali, rimandiamo al nostro articolo dedicato agli emendamenti ai principi contabili OIC 2025-2026

L’informativa in nota integrativa 

L’OIC 24 richiede che in nota integrativa siano fornite informazioni dettagliate sulle immobilizzazioni immateriali: criteri di valutazione adottati, movimentazione delle voci nel corso dell’esercizio, motivazione del periodo di ammortamento scelto per l’avviamento e, se presenti, le condizioni che giustificano la capitalizzazione dei costi di sviluppo. Per le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata le informazioni richieste sono ridotte, mentre le microimprese possono essere esonerate a determinate condizioni. 

Questo tema si collega direttamente ai criteri generali di redazione del bilancio: per approfondire, si veda il nostro contenuto sui principi di redazione del bilancio e, per la fase conclusiva del processo, il processo di chiusura del bilancio

Immobilizzazioni immateriali, operazioni straordinarie e due diligence 

Le immobilizzazioni immateriali assumono un rilievo particolare nelle operazioni di finanza straordinaria. L’avviamento, in particolare, è spesso l’elemento più significativo (e più delicato da valutare) nelle operazioni di M&A, dove la corretta identificazione e valutazione degli asset intangibili target incide direttamente sul prezzo di acquisizione. 

Anche in fase di due diligence in operazioni di M&A e di due diligence contabile per PMI, la verifica della corretta iscrizione e ammortamento delle immobilizzazioni immateriali è uno dei passaggi che un revisore o un advisor esperto non può trascurare, perché eventuali sopravvalutazioni o iscrizioni non conformi possono alterare in modo significativo il quadro patrimoniale dell’azienda oggetto di analisi. 

Perché affidarsi a un revisore per la loro gestione 

La disciplina delle immobilizzazioni immateriali richiede giudizi professionali non sempre agevoli: dalla verifica dei requisiti di capitalizzazione, alla stima della vita utile, fino alla corretta rappresentazione in nota integrativa. Un supporto qualificato in fase di revisione legale e contabile consente di individuare per tempo eventuali criticità, mentre in fase di operazioni straordinarie i nostri servizi di transaction services affiancano le imprese nella corretta valutazione degli asset intangibili coinvolti. 

Se hai dubbi sulla gestione delle immobilizzazioni immateriali nel tuo bilancio o stai valutando un’operazione straordinaria, contattaci: il nostro team è a disposizione per una consulenza dedicata. 

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