6 Agosto 2026

Costi di impianto e ampliamento vs costi di sviluppo: cosa sono gli oneri pluriennali

Cosa sono gli oneri pluriennali?

Tra le immobilizzazioni immateriali, gli oneri pluriennali sono una delle voci più soggette a errori di rappresentazione in bilancio. Capire quando un costo può essere capitalizzato, e con quali regole va poi ammortizzato, è essenziale sia per chi redige il bilancio sia per chi lo legge in ottica di valutazione d’impresa.

Cosa si intende per oneri pluriennali

Gli oneri pluriennali sono una delle tre categorie di immobilizzazioni immateriali individuate dall’OIC 24, insieme ai beni immateriali e all’avviamento. Si tratta di costi che non esauriscono la loro utilità nell’esercizio in cui sono sostenuti, ma sono in grado di produrre benefici economici per l’impresa lungo un arco temporale pluriennale. Non è una categoria “chiusa”: in linea di principio può comprendere qualsiasi spesa con rilevanza oltre l’esercizio, ma l’OIC 24 vi include espressamente due voci specifiche, che meritano un’analisi distinta: i costi di impianto e di ampliamento e i costi di sviluppo.

Costi di impianto e ampliamento: definizione e ammortamento

I costi di impianto e di ampliamento sono le spese sostenute in fasi particolari della vita dell’impresa, come la costituzione, l’avvio di una nuova attività, l’ampliamento di un’attività già esistente in una direzione o in un ambito non ancora praticato, oppure la trasformazione, la fusione, la scissione societaria. Rientrano in questa voce, ad esempio, i costi notarili e di consulenza legati all’atto costitutivo, le tasse di concessione governativa iniziali, i costi di start-up.

Sul piano contabile, l’articolo 2426, comma 1, numero 5, del codice civile stabilisce che i costi di impianto e di ampliamento, se capitalizzati, devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni. Per l’ammortamento in generale, e per il confronto con la disciplina fiscale, rimandiamo al nostro approfondimento su ammortamento civilistico e fiscale.

Costi di sviluppo: la differenza con i costi di ricerca

I costi di sviluppo sono sostenuti per l’applicazione dei risultati della ricerca, o di altre conoscenze, alla progettazione e realizzazione di prodotti o processi nuovi o sostanzialmente migliorati, prima dell’avvio della produzione commerciale.

È fondamentale distinguerli dai costi di ricerca, con cui vengono spesso confusi.

In base alla disciplina vigente dell’OIC 24, i costi di ricerca, inclusa quella applicata, sono sempre imputati a conto economico; restano invece capitalizzabili, come costi di sviluppo, soltanto quelli che soddisfano integralmente i requisiti stringenti di identificabilità, fattibilità e recuperabilità fissati dal principio

I requisiti per la capitalizzazione dei costi di sviluppo

Secondo l’OIC 24, la capitalizzazione dei costi di sviluppo è ammessa, e non obbligatoria, solo quando sono rispettate tutte le seguenti condizioni:

  • il progetto è chiaramente definito e i relativi costi sono identificabili e misurabili in modo attendibile;
  • il progetto è tecnicamente fattibile, cioè l’impresa ha la ragionevole aspettativa di riuscire a completarlo;
  • il prodotto o il processo ottenuto è destinato alla vendita o all’utilizzo interno;
  • esiste un mercato potenziale per il prodotto, oppure, in caso di utilizzo interno, il progetto è utile all’attività produttiva dell’impresa;
  • le risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo per completare il progetto sono disponibili o ragionevolmente ottenibili.

In assenza anche di uno solo di questi requisiti, i costi di sviluppo devono essere imputati integralmente a conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti, senza possibilità di capitalizzazione successiva anche qualora le condizioni si realizzino in un momento più avanzato del progetto.

Ammortamento dei costi di sviluppo

Una volta capitalizzati, i costi di sviluppo si ammortizzano secondo la loro vita utile. Nei casi eccezionali in cui la vita utile non sia attendibilmente stimabile, l’ammortamento avviene entro un periodo non superiore a cinque anni, in linea con quanto previsto per i costi di impianto e di ampliamento.

Costi di impianto e ampliamento vs costi di sviluppo: le differenze principali

Pur appartenendo entrambi alla categoria degli oneri pluriennali, i due costi rispondono a logiche diverse:

  • per natura: i costi di impianto e ampliamento sono legati a eventi straordinari della vita societaria (costituzione, avvio, ampliamento), mentre i costi di sviluppo sono legati a un’attività di innovazione di prodotto o processo;
  • per requisiti di capitalizzazione: i costi di impianto e ampliamento non richiedono una verifica di fattibilità tecnica e commerciale paragonabile a quella prevista per i costi di sviluppo;
  • per periodo di ammortamento: entrambi prevedono un tetto massimo di cinque anni quando la vita utile non sia stimabile, ma per i costi di sviluppo l’OIC 24 privilegia, ove possibile, un ammortamento parametrato alla reale vita utile del progetto.

Impatti su distribuzione dei dividendi e nota integrativa

Finché l’ammortamento dei costi di impianto e ampliamento e dei costi di sviluppo non è completato, la distribuzione di dividendi è consentita solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare dei costi non ancora ammortizzati. È inoltre richiesta un’informativa specifica in nota integrativa, che spieghi la natura dei costi capitalizzati, i criteri di ammortamento adottati e, per i costi di sviluppo, la descrizione del progetto e delle condizioni che ne hanno giustificato la capitalizzazione. Per un quadro più ampio sugli obblighi informativi di bilancio, si veda il nostro contenuto sui principi di redazione del bilancio.

Perché una corretta capitalizzazione conta anche in fase di valutazione

Una capitalizzazione non conforme ai requisiti OIC 24, sia per eccesso che per difetto, incide direttamente sul patrimonio netto e sul risultato d’esercizio. Si tratta di un aspetto che emerge con particolare frequenza in fase di due diligence contabile per PMI, dove la verifica della corretta iscrizione degli oneri pluriennali è uno dei controlli standard su cui si basa la valutazione dell’affidabilità del bilancio storico. Anche le novità introdotte dai recenti emendamenti ai principi contabili OIC 2025-2026 impongono di tenere aggiornati i criteri applicati in azienda.

Come verificare la corretta capitalizzazione dei costi di impianto

Se hai dubbi sulla corretta capitalizzazione dei costi di impianto, ampliamento o sviluppo nel tuo bilancio, il nostro servizio di revisione legale e contabile può aiutarti a verificarne la conformità.


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