1 Luglio 2026

TFR e Fondo Tesoreria INPS: cosa cambia dal 2026 per le aziende con 50 o più dipendenti

Interno di uffici

La Legge di Bilancio 2026 cambia le regole sul versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS, introducendo un sistema dinamico e soglie progressive destinate ad ampliarsi nel tempo.

Cos’è il Fondo di Tesoreria INPS e chi riguarda

Il Fondo di Tesoreria INPS, istituito nel 2007, raccoglie le quote di TFR (Trattamento di Fine Rapporto) dei lavoratori dipendenti che non aderiscono alla previdenza complementare, per le aziende che superano determinate soglie dimensionali.

In pratica, invece di essere accantonate in bilancio, queste somme vengono versate mensilmente all’INPS, che le restituisce al datore di lavoro al momento della liquidazione del rapporto di lavoro.

Fino al 31 dicembre 2025, l’obbligo scattava per i datori di lavoro privati con almeno 50 dipendenti, calcolati in modo sostanzialmente statico: contava il numero raggiunto nel primo anno di attività o al 31 dicembre 2006.

La novità 2026: dal criterio statico al criterio dinamico

La Legge di Bilancio 2026 introduce una svolta significativa: il calcolo della soglia diventa dinamico. Si guarda alla media annuale dei lavoratori dell’anno solare precedente. Questo significa che l’obbligo può sorgere o venir meno in momenti successivi all’avvio dell’impresa, in funzione dell’evoluzione dell’organico.

Facciamo un esempio: un’azienda costituita nel 2015 che negli anni precedenti era rimasta sotto i 50 dipendenti, ma nel 2025 ha raggiunto una media di 62 dipendenti, dal 1° gennaio 2026 è tenuta a versare il TFR al Fondo di Tesoreria INPS per la prima volta nella sua storia.

Le nuove soglie progressive: il calendario completo

PeriodoSoglia dimensionaleBase di calcolo
2026–2027 ORA≥ 60 dipendenti (media annuale)Media dipendenti anno precedente
2028–2031≥ 50 dipendenti (media annuale)Media dipendenti anno precedente
Dal 2032≥ 40 dipendenti (media annuale)Media dipendenti anno precedente

Attenzione: i casi particolari da non confondere

L’applicazione delle nuove regole prevede alcune distinzioni fondamentali:

  • Aziende già attive nel 2024 e anni precedenti: si applicano le nuove soglie progressive. L’obbligo per il 2026 si determina verificando la media 2025 (soglia: 60 dipendenti).
  • Aziende che nel 2025 erano nel primo anno di attività: si applica ancora il criterio statico con soglia a 50 dipendenti, indipendentemente dalle nuove norme. Se la soglia di 50 è stata raggiunta nel 2025, l’obbligo decorre già dal 2026.
  • Chi era già soggetto all’obbligo ante-2026 (perché aveva superato i 50 dipendenti nel 2006 o nel primo anno di attività) continua ad essere obbligato anche nel biennio 2026-2027, nonostante la soglia sia salita a 60.
  • L’obbligo è irrevocabile: una volta scattato, permane anche in caso di successiva riduzione dell’organico sotto la soglia.

Cosa cambia dai prossimi mesi

Per i datori di lavoro privati, i passi operativi sono:

1. Verificare la media occupazionale 2025: se superiore a 60, l’obbligo decorre dal 1° gennaio 2026. Se raggiunta nel corso del 2026, l’obbligo scatterà dal periodo di paga gennaio 2027.

2. Richiedere all’INPS il codice autorizzazione “1R” tramite il cassetto previdenziale, compilando il modello SC34 disponibile sul sito INPS.

3. Versare i primi 6 mesi di TFR entro il 16 luglio 2026. La scadenza è stata prorogata dal Decreto Lavoro (D.L. 62/2026) rispetto al termine originario del 16 maggio. Utilizzare il codice causale Uniemens “CF05”.

4. Dal 1° luglio 2026: aggiornare le procedure per le nuove assunzioni; il silenzio-assenso automatico ai fondi pensione complementari impone di fornire informativa chiara entro 60 giorni dall’assunzione e di acquisire la dichiarazione di scelta del lavoratore. In assenza, il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione complementare del CCNL applicato, con aggravio del contributo datoriale.

5. Nel calcolo della media occupazionale includere tutti i lavoratori subordinati; part-time in proporzione all’orario, apprendisti inclusi (diversamente da altre normative).

Il contesto: perché questa riforma?

La ratio è ridurre l’utilizzo del TFR come forma di autofinanziamento da parte delle imprese, ampliando progressivamente la platea dei soggetti obbligati a versare al Fondo di Tesoreria.

Per i lavoratori, la disciplina delle prestazioni rimane invariata: cambia solo il soggetto che custodisce le somme.

L’introduzione del criterio dinamico risolve anche un’anomalia storica: aziende nate piccole che erano cresciute fino a diventare grandi realtà industriali potevano restare fuori dall’obbligo solo perché al momento della costituzione erano sottosoglia.

Il supporto di Uniaudit

Le nuove regole richiedono una verifica attenta e puntuale della situazione di ogni singola azienda.  I professionisti di Uniaudit sono a disposizione per supportare le imprese nell’analisi della propria posizione rispetto alle nuove soglie e nella pianificazione degli impatti sul costo del lavoro.

Riferimento normativo

Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, comma 203; Circolare INPS n. 12 del 5 febbraio 2026; D.L. 30 aprile 2026, n. 62 (Decreto Lavoro), art. 16; Messaggio INPS n. 1511/2026; Messaggio INPS n. 1388 del 27 aprile 2026 (settore agricolo); Art. 2120 c.c.; L. 296/2006, comma 756.

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