La Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207, articolo 1, commi 436-444) ha introdotto la cosiddetta “IRES premiale”, misura volta a incentivare la patrimonializzazione delle imprese e stimolare investimenti produttivi. Questa misura è volta a offrire alle imprese il vantaggio fiscale della riduzione dell’aliquota d’imposta in connessione alla presenza di indicatori di crescita e solidità finanziaria.
Per il solo periodo d’imposta 2025, l’aliquota dell’IRES si riduce dal 24% al 20% per le società di capitali che rispettano determinati requisiti strategici.
A chi è rivolta la misura e quali sono i requisiti minimi
L’incentivo è rivolto alle imprese di cui all’art. 73 comma 1 lettere a), b) e c) del Tuir, sostanzialmente le società di capitali e gli enti pubblici e privati non in forma di società che svolgono attività commerciale, che soddisfano determinate condizioni:
- Almeno l’80% degli utili dell’esercizio 2024 deve essere accantonato in una riserva dedicata e gli utili non possono essere distribuiti fino al 2026.
- Almeno il 30% degli utili accantonati (e comunque non meno del 24% degli utili 2023) deve essere destinato all’acquisto di beni strumentali nuovi, conformi ai criteri Industria 4.0 e 5.0. Gli investimenti devono avvenire tra il 1° gennaio 2025 e la scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi per l’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024. L’importo minimo degli investimenti è di 20.000 euro.
Punti chiave e impatti
Le imprese devono mantenere stabile l’occupazione rispetto alla media del triennio precedente e assicurare almeno l’1% di nuove assunzioni a tempo indeterminato rispetto al personale medio del 2024.
È fondamentale che le imprese non abbiano fatto ricorso alla cassa integrazione nel 2024 o 2025, salvo le integrazioni salariali derivanti da situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, incluse le intemperie stagionali.
Vincoli sugli investimenti e sulle riserve
A pena di decadenza dal beneficio fiscale, i beni acquistati non possono essere ceduti, dismessi o trasferiti all’estero per almeno cinque anni. Inoltre, gli utili obbligatoriamente destinati a riserva non possono essere distribuiti entro il secondo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024.
Applicabilità per le società quotate
Questa agevolazione, benché applicabile anche da parte delle società quotate, probabilmente sarà poco appetibile per loro, considerando l’attenzione rivolta agli investitori e la remunerazione del loro investimento mediante la distribuzione di dividendi che poco si concilia con la clausola di destinazione dell’80% del risultato a riserva.
La misura è di carattere temporaneo, ma da quello che si legge sulla stampa specializzata, pare che si stiano valutando ipotesi per renderla permanente o prorogabile per alcuni esercizi.


