6 Maggio 2025

Il campionamento di revisione e la legge di Benford

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Il campionamento, nelle verifiche di sostanza, è una delle tecniche principali della revisione contabile, che assicura in maniera ragionevole, anche se non assoluta, che i saldi di bilancio siano stati correttamente presentati.
Viene trattato nell’ISA 530, ovvero il documento che punta a “stabilire regole e fornire una guida nell’utilizzo delle procedure di campionamento nella revisione, nonché di altri metodi di selezione delle voci da esaminare al fine di raccogliere elementi probativi”.
In particolare, l’ISA 530 definisce il campionamento di revisione come l’applicazione delle procedure di revisione su una percentuale inferiore al 100% degli elementi (denominato, appunto, “campione”), che costituiscono la popolazione presa in esame.


Principi chiave del campionamento di revisione

Principio chiave è che tutte le unità devono avere la stessa possibilità di essere selezionate, per poter poi trarre conclusioni sull’intera popolazione.

  • Parità di probabilità: ogni unità della popolazione deve avere la stessa possibilità di essere selezionata.
  • Obiettivo: raccogliere elementi probativi sufficienti per supportare l’opinione del revisore.
  • Rischio di campionamento: il rischio che il campione selezionato non sia rappresentativo dell’intera popolazione. È inversamente proporzionale alla dimensione del campione.

Metodi di selezione degli elementi da verificare


Il revisore sa che vi sono più metodi di selezione considerabili appropriati, ovvero:

  • Selezione di tutte le voci;
  • Selezione tramite stratificazione per determinate caratteristiche, quali ad esempio l’ammontare;
  • Selezione tramite campionamento.

Il metodo di campionamento porta con sé il rischio, denominato rischio di campionamento, che può portare il revisore a formulare conclusioni basate sul campione diverse da quelle che sarebbero state raggiunte se fosse stato esaminato l’intero insieme di dati (popolazione)…
Il rischio risulta dunque inversamente proporzionale all’ampiezza del campione.

Campionamento statistico e non statistico

Un campionamento si dice statistico, quando è utile per fare inferenza, ossia per desumere dal campione stesso un’informazione, che risulta poi estendibile all’intera popolazione.
Ad esempio, ottenere un’evidenza di errore su una selezione di alcuni ricavi di un’azienda (errore potrebbe consistere nella non esistenza di tale ricavo, rilevato comunque nella contabilità), può essere utilizzato per stimare la percentuale di errore sull’intera popolazione dei ricavi.
Come già precedentemente espresso, la caratteristica chiave del campione statistico è che ciascuna unità abbia una probabilità definita di essere selezionata, uguale per tutte.
Tra i metodi, il revisore può scegliere fra la selezione casuale (tramite software o applicativi digitali); la selezione sistematica definendo quello che si chiama un “intervallo di selezione”; oppure la selezione “MUS” (Monetary Unit Sampling), con probabilità proporzionate alla dimensione monetaria delle unità.
Quest’ultima deve essere utilizzata nel caso in cui il revisore valuti un rischio di sovrastima della popolazione sottoposta a verifica, come ad esempio i ricavi o le rimanenze di magazzino.

Il campionamento risulta essere non statistico invece, quando non permette la quantificazione del livello di rischio e la proiezione dei risultati ottenuti a tutta la popolazione. Questo, perché il campione risulta essere non rappresentativo della popolazione, essendo stato definito tramite il giudizio professionale del revisore.

La Legge di Benford (o “Benford’s Law”) nella revisione contabile

La Legge di Benford è una particolare tecnica statistica, che si basa sull’imputazione di un numero rispetto ad un altro nella digitazione di un importo. Essa descrive la distribuzione di probabilità con cui compare la prima cifra dei numeri e venne utilizzata per la prima volta dal fisico Frank Albert Benford nel 1938.
Benford sviluppò una funzione di probabilità logaritmica, dalla quale risulta come ad esempio il numero 1 abbia una maggiore probabilità di essere digitato come primo rispetto a tutti gli altri numeri. Una delle estensioni della legge di Benford prende in considerazione la coppia delle prime due cifre (da 10 a 99 dunque).

Tabella 1: Distribuzione delle probabilità di digitazione della prima cifra di un numero secondo la Legge di Benford

Distribuzione delle probabilità di digitazione della prima cifra di un numero secondo la Legge di Benford

Nell’ambito della revisione la legge di Benford viene applicata per analizzare ed eventualmente individuare il rischio di frode all’interno, per esempio, dei conti relativi alle vendite.

Data infatti una popolazione di ricavi si può generare la distribuzione dei numeri e la si può mettere a confronto con quanto previsto da Benford, andando poi a focalizzarsi sugli importi composti dalle cifre con una distribuzione considerata anomala.

Grafico 1: Distribuzione della prima cifra di ciascun valore di un campione di ricavi (istogrammi blu) a confronto con le curva probabilistiche di Benford (curve rosa, rosse e verdi).

Distribuzione della prima cifra di ciascun valore di un campione di ricavi (istogrammi blu) a confronto con le curva probabilistiche di Benford (curve rosa, rosse e verdi).

Link utili per approfondire:

Eutekne.info – Campionamento per unità monetarie tra i metodi statistici del revisore

How Auditors Use Benford’s Law To Assess Transactions

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