Di cosa parliamo
ToggleLe società cooperative sono caratterizzate dal perseguimento di uno scopo mutualistico: fornire ai soci beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni vantaggiose rispetto al mercato. Questo vantaggio si traduce per i soci in un beneficio economico, il cosiddetto ristorno, che rappresenta uno dei meccanismi principali per distribuire il surplus generato dall’attività mutualistica.
Cos’è il Ristorno?
Il ristorno è il beneficio economico riconosciuto ai soci delle cooperative, proporzionale alla quantità e qualità degli scambi mutualistici tra i soci e la cooperativa, come sancito dall’art. 2545-sexies del Codice Civile. A differenza dei dividendi, che sono distribuiti in proporzione al capitale conferito, i ristorni si basano esclusivamente sugli scambi avvenuti tra soci e cooperativa.
Il vantaggio mutualistico si concretizza attraverso:
- Risparmi diretti: come sconti per l’acquisto di beni o servizi.
- Remunerazione superiore: per i conferimenti di lavoro o beni da parte dei soci.
Normativa sui ristorni: cosa dice la legge
Secondo la normativa vigente:
- Art. 2521 del Codice Civile: lo statuto della cooperativa deve indicare i criteri di ripartizione dei ristorni.
- Art. 2545-sexies: la ripartizione dei ristorni è proporzionale alla quantità e qualità degli scambi mutualistici.
Le cooperative devono anche distinguere in bilancio le attività svolte con i soci rispetto a quelle con terzi, garantendo trasparenza nelle gestioni mutualistiche.
Elementi chiave del ristorno
- Autonomia statutaria: le regole di ripartizione dei ristorni vengono stabilite dallo statuto e approvate dall’assemblea dei soci.
- Proporzionalità: i ristorni sono assegnati in proporzione agli scambi mutualistici, non al capitale sociale. Questo li distingue dai dividendi, che invece sono proporzionali al capitale conferito.
- Distribuzione dei ristorni: i ristorni possono essere distribuiti esclusivamente ai soci, e in varie forme, come monetaria, aumento delle quote sociali o strumenti finanziari.
Distribuzione dei ristorni
I ristorni possono essere distribuiti ai soci in diversi modi:
- Monetariamente: direttamente in denaro.
- Aumento delle quote sociali: distribuzione sotto forma di aumento delle quote di partecipazione dei soci.
- Emissione di strumenti finanziari: come azioni o obbligazioni, emesse dalla cooperativa per i soci.
Inoltre, il ristorno non deve compromettere la capacità della cooperativa di conseguire lo scopo mutualistico anche in futuro. Pertanto, viene erogato solo in presenza di un avanzo di gestione mutualistica sufficiente.
Modalità di calcolo dell’avanzo mutualistico
Per procedere alla distribuzione del ristorno, è essenziale calcolare correttamente l’avanzo di gestione mutualistica, che rappresenta il limite massimo erogabile. Di seguito uno schema di calcolo aggiornato:
Rigo 21 del Conto Economico (utile netto di bilancio)
+ Ristorni imputati a Conto Economico
– Saldo positivo dell’aggregato D
– Saldo positivo di elementi eccezionali
Questo avanzo è determinato tenendo conto della prevalenza mutualistica, ovvero la percentuale di attività svolta con i soci rispetto ai terzi.
Scritture contabili per i ristorni
Nel contesto contabile, le cooperative possono seguire due approcci principali per registrare i ristorni, come stabilito dagli emendamenti OIC:
- Contabilizzazione a Conto Economico:
I ristorni possono essere registrati come maggiori costi o minori ricavi, in base alla natura dello scambio mutualistico. Ad esempio:
- Cooperative di conferimento: aumento delle voci B.6.
- Cooperative di produzione e lavoro: incremento della voce B.9.
- Cooperative di consumo: diminuzione della voce A.1.
2.Contabilizzazione come distribuzione di utili: Se i ristorni sono deliberati successivamente alla chiusura dell’esercizio, vengono trattati come distribuzione di utili
Trattamento fiscale dei ristorni nel 2024
Uno degli aspetti chiave per ottimizzare il posizionamento dell’articolo riguarda il trattamento fiscale dei ristorni, aggiornato con le ultime normative. Secondo l’interpello n. 284 del 5 aprile 2023 e la legge di Bilancio 2023, i ristorni godono di diverse agevolazioni fiscali:
- Tassazione agevolata al 5%: applicabile ai ristorni considerati come premi di risultato, legati ad aumenti di produttività o efficienza.
- Deduzione IRES: i ristorni sono deducibili dal reddito imponibile della cooperativa, riducendo l’imponibile fiscale complessivo.
Nota: Il ristorno, se distribuito sotto forma di aumento di capitale, può beneficiare di un regime agevolato con un’aliquota ridotta al 12,5% qualora venga anticipato il versamento dell’imposta; viceversa, mantenendo il regime di sospensione di imposta, l’aliquota resta al 26%.
Vantaggi mutualistici e sostenibilità
Il ristorno non deve compromettere la continuità aziendale. Le cooperative devono assicurarsi che la distribuzione dei ristorni non generi perdite o comprometta gli obiettivi mutualistici futuri. Pertanto, viene erogato solo in presenza di un avanzo gestionale sufficiente, garantendo al contempo la sostenibilità economica.
Il ristorno continua a rappresentare uno strumento essenziale per garantire ai soci delle cooperative i benefici derivanti dall’attività mutualistica. Con le normative fiscali aggiornate al 2024, le cooperative possono beneficiare di importanti agevolazioni, come la tassazione agevolata sui premi di risultato. Inoltre, una corretta gestione contabile e finanziaria dei ristorni è fondamentale per garantire una distribuzione sostenibile e allineata con gli obiettivi di lungo termine della cooperativa.


