18 Luglio 2025

Moore Global Thrive Index 2025: il posizionamento dell’Italia nel mid-market

Moore Global Thrive Index 2025

Il primo Thrive Index del nostro network Moore Global pubblicato lo scorso 14 luglio 2025, fornisce una panoramica esclusiva sul morale e sulle strategie delle imprese mid‑market in 14 economie chiave del mondo. Basato su un sondaggio posto a oltre 2.000 leader aziendali, il report analizza 5 aree critiche: sentiment generale, ricavi, costi, mercato del lavoro e investimenti.

Cos’è il Moore Global Thrive Index e il risultato italiano

Il Moore Global Thrive Index è una nuova metrica che misura il sentiment delle imprese mid-market a livello globale. Ciascun pilastro è suddiviso in due categorie: una retrospettiva, che valuta l’andamento dell’ultimo anno, e una prospettica, che rileva le aspettative per i 12 mesi successivi.

Il punteggio complessivo è calcolato come media tra risposte positive e negative, su una scala che va da –100 (massimo pessimismo) a +100 (massimo ottimismo). Il punteggio globale del 2025 è stato +35,1, segno di un generale ottimismo tra i leader del mid-market internazionale.

Con un punteggio globale di +35.1 su una scala da –100 a +100, il report mostra un trend complessivamente positivo, nonostante le incertezze geopolitiche e commerciali. È un indice prezioso per comprendere come le imprese di medio livello stiano affrontando sfide e opportunità in un contesto economico turbolento, investendo sempre più su tecnologia e capitale umano.

La positività viene trainata dai paesi emergenti (per esempio India +48,7). Nel grafico dei Thrive Index scores by country (pag. 3 del report) l’Italia appare nella fascia inferiore dell’area “positiva”, segnalando ottimismo moderato nel mid-market italiano rispetto ai leader globali.

Punteggi italiani per i cinque pilastri

Moore Global ha diviso il report in cinque pilastri tematici (sentiment generale, fatturato, costi, mercato del lavoro, investimenti), ciascuno con un punteggio passato e uno prospettico (su scala –100/+100). I valori globali di riferimento sono i seguenti:

  • Sentiment generale (business performance): +62,6 (nel passato) / +70,0 (previsto).
  • Revenue (fatturato): +54,0 / +64,3.
  • Costi aziendali: –42,3 / –57,3.
  • Mercato del lavoro (occupazione): +34,1 / +50,4.
  • Investimenti: +51,1 / +64,1.

Seppure i valori specifici per i cinque pilastri dell’Italia non siano esposti testualmente nel rapporto, la combinazione di questi dati suggerisce che anche le imprese italiane seguano trend analoghi. Ad esempio, il sentiment generale globale è molto positivo, ma l’Italia – come altri paesi europei – ha vissuto un sentiment decisamente meno vivace. Allo stesso modo, la crescita media dei ricavi è alta (+67,6% delle aziende globalmente) e sostenuta, ma nel contesto italiano le aspettative di fatturato mostrano più cautela, coerentemente con la domanda interna contenuta. Nel pilastro costi, il punteggio negativo globale (≈–42) riflette forte pressione inflazionistica, in particolare sui salari; anche in Italia le imprese segnalano pressioni sui costi del lavoro, analogamente ad altri paesi europei. Sul mercato del lavoro, l’indice globale (+34,1/+50,4) documenta espansione occupazionale generale (più del 50% delle aziende ha assunto nel 2024), ma in Italia l’occupazione è tendenzialmente stagnante o in lieve crescita a causa della congiuntura economica. Infine, il pilastro investimenti mostra un forte ottimismo globale (+51/+64): le imprese puntano su tecnologia e digitalizzazione. Anche per l’Italia il report indica un aumento degli investimenti (ad es. quasi il 50% ha incrementato la digitalizzazione nel 2024), anche se probabilmente su livelli inferiori rispetto ai paesi emergenti.

Posizionamento internazionale dell’Italia

Il report globale conferma che i paesi con i 5 punteggi più bassi si trovano in Europa. Nel grafico dei punteggi complessivi per paese l’Italia appare dopo economie come USA e UK, ma prima di mercati più deboli come Germania e Francia. In pratica, l’Italia si trova tra le economie europee con sentiment meno entusiasta. Nei pilastri specifici, ad esempio tra i costi l’assenza di menzioni positive nel report (dove il peggiore è il Regno Unito con –65, e i più resilienti sono Paesi Bassi/Belgio con circa –20) suggerisce che l’Italia si collochi nella fascia di mezzo (più vicina a quella negativa forte che a quella lieve). Analogamente, nel lavoro la Germania fa segnare il punteggio più basso (5,0) e la Francia il più debole prospettico (8,8); l’Italia, non essendo citata tra gli estremi, risulta in linea con gli altri partner europei moderatamente positivi.

Implicazioni per il mid-market italiano

Questi risultati dipingono un quadro di imprese italiane prudenti ma resistenti alle difficoltà. Un Thrive Index complessivo basso implica che le aziende del mid-market italiano affrontano sfide significative: modesta domanda interna, costi elevati (in particolare salariali), e un mercato del lavoro teso. Tuttavia, il pilastro investimenti positivo a livello globale indica che anche in Italia le aziende stanno puntando sulla tecnologia come leva di crescita. In un clima di crescita contenuta, le imprese italiane dovranno quindi puntare su efficienza operativa e innovazione per rilanciare fatturato e produttività. Un mid-market italiano ottimista ma con prudenza: la sua capacità di “thrive” dipenderà dalla risposta a costi crescenti e dalla spinta agli investimenti tecnologici.

Fonti: Moore Global Thrive Index 2025

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