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ToggleIl mercato delle fusioni e acquisizioni cross-border nel segmento mid-market ha raggiunto un volume record nel 2025. I dati del Compass Report di Moore Global rivelano uno scenario in cui la tecnologia, e l’AI in particolare, è diventata la vera valuta delle transazioni internazionali.
Un mercato da quasi €200 miliardi
Il mercato del M&A transfrontaliero nel segmento mid-market — operazioni comprese tra €10 milioni e €200 milioni — ha registrato nel 2025 una crescita significativa sia in volumi che in valore. Lo rivela il Compass Report, lo studio annuale commissionato da Moore Global Corporate Finance e realizzato dalla Vlerick Business School in Belgio.
Le operazioni cross-border hanno rappresentato il 39% di tutto il M&A mid-market globale (contro il 33% del 2024), con acquirenti nordamericani ed europei protagonisti di oltre il 75% delle transazioni. Se si considera il mercato nel suo complesso — tutte le dimensioni — il valore totale dei deal è cresciuto del 31%, superando il trilione di euro nel biennio.
“Nonostante le turbolenze macroeconomiche e le tensioni geopolitiche, il volume dei deal completati nel 2025 ha raggiunto il picco degli ultimi cinque anni. Le medie imprese non possono fare affidamento sulla sola crescita organica se vogliono competere su scala globale. Hanno bisogno di una strategia M&A cross-border.”— John Cowie, Chairman di Moore Global Corporate Finance
La corsa all’AI domina i settori IT e healthcare
Circa il 50% di tutte le operazioni internazionali nel mid-market ruota attorno a due settori: IT e healthcare — i due comparti in cui lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è più avanzato. Nel solo 2025, ben il 26% di tutti i deal cross-border nel comparto IT ha riguardato aziende sviluppatrici di AI.
In termini assoluti, si sono registrati 434 deal nel segmento AI, per un valore complessivo di quasi €20 miliardi. Oltre la metà degli acquirenti erano nordamericani — quasi il doppio degli europei e quattro volte superiore ai player asiatici.
- 39% di tutti i deal cross-border mid-market appartiene al settore IT
- Il valore medio di un’operazione IT è pari a €41,7 milioni
- L’IT rappresenta il 34% del valore totale delle transazioni internazionali
- Metalli e prodotti metallici — settore “hot” nel 2024 — sono usciti dalla top 5 nel 2025
USA: cacciatori globali. Europa: orientata ai vicini
Gli acquirenti statunitensi — i più attivi al mondo — hanno puntato in modo crescente su UK, Israele e India, tre hub globali di sviluppo tecnologico e AI. Una strategia a doppio binario: da un lato acquisire aziende estrattive di minerali critici (essenziali per i chip), dall’altro rafforzarsi nelle aziende software del futuro.
In Europa, la dinamica è diversa: le imprese europee sono molto attive nel M&A transfrontaliero, ma tendono a privilegiare i mercati vicini. Francia e Germania rappresentano il fulcro delle transazioni, seguite da imprese italiane, spagnole, olandesi e svedesi. Quando gli europei guardano oltre confine, USA e Australia restano le destinazioni preferite: i primi come testa di ponte per evitare dazi, i secondi per l’accesso ai minerali critici.
Un caso a parte è il mercato italiano, che mostra una crescente vivacità nel M&A internazionale. Per le medie imprese italiane con asset tecnologici o competenze distintive, questo è il momento di valutare operazioni di acquisizione o di rendersi attrattive come target.
Il profilo dei compratori cambia: il Private Equity guadagna terreno
Una delle tendenze più rilevanti del Compass Report 2025 riguarda il cambiamento del profilo dei compratori finanziari. I fondi di private equity, venture capital e hedge fund rappresentano ora il 35% degli acquirenti finanziari nel mid-market cross-border, in aumento dal 28% del 2024, erodendo quote a istituzioni e fondi pensione.
Moore Global Corporate Finance, di cui Uniaudit è membro attivo tramite il network Moore Global, è advisor di riferimento in questo segmento. Nel 2025, sono stati completati 770 deal per €36 miliardi con acquirenti nei paesi dove Moore GCF è presente; i target situati nei paesi del network hanno generato 1.077 operazioni per €53,7 miliardi.
Perché si fa M&A: la mappa delle motivazioni
Il Compass Report analizza anche le motivazioni alla base delle operazioni cross-border mid-market. Il quadro che emerge riflette un mercato guidato dalla necessità strategica più che da mere logiche finanziarie.

- 35,8% — Portare a scala le innovazioni tecnologiche: dall’R&D al mercato, velocemente
- 21,2% — Acquisire proprietà intellettuale per chi non detiene la propria tecnologia
- 14,5% — Entrare in nuovi mercati geografici
“Il M&A cross-border nel mid-market segue una logica propria. È guidato sempre più da intenzione strategica e disciplina. Gli investitori lo usano per scalare e acquisire capacità chiave in grado di sbloccare innovazione, competenze ed expertise specializzate.”Kerstin Fehre, Professor of Strategy, Vlerick Business School
Cosa significa tutto questo per le imprese italiane?
Per le medie imprese con sede in Italia l’M&A transfrontaliero non è più quindi appannaggio esclusivo delle grandi corporation. È uno strumento accessibile e sempre più necessario per chi vuole crescere, innovare e competere nei mercati internazionali.
Che si tratti di valutare un’acquisizione, prepararsi a ricevere investitori di private equity, o strutturare un’operazione di cessione, avere al proprio fianco un advisor con una rete globale è oggi un vantaggio competitivo.
Uniaudit, in quanto membro del network Moore Global, ha accesso diretto a competenze di Corporate Finance internazionale, due diligence cross-border e advisory su operazioni straordinarie in oltre 110 paesi. Siamo il punto di contatto locale per le imprese italiane che vogliono muoversi in questo scenario con consapevolezza e con il supporto giusto.


