15 Maggio 2024

Che cos’è la due diligence?

due diligence

La due diligence consiste nell’investigazione o nell’analisi che un’azienda o un investitore ragionevole è normalmente tenuto a compiere prima di entrare in un accordo o contratto con un’altra parte, o prima di intraprendere un’azione che richieda uno specifico standard di attenzione. 

Ciò comporta un’analisi dettagliata del background e della reputazione di un’altra parte allo scopo di determinare l’opportunità di un investimento, di una fusione, di un’acquisizione o di qualsivoglia relazione commerciale.

Questo processo può essere sia un obbligo legale sia una pratica volontaria ed è essenziale per informare decisioni consapevoli, migliorando la quantità e la qualità del set informativo messo a disposizione ai decisori.

Che origini ha?

L’origine della due diligence risale almeno al XV secolo, con significati legati alla “cura necessaria” o “attenzione ragionevole”, con cui deve essere svolta l’analisi preventiva.

La parola è stata coniata per la prima volta all’interno della Banca Rothschild di Parigi per rappresentare la dovuta diligenza indispensabile per valutare la possibile apertura di fido alle imprese.

Tuttavia, è divenuto un termine legale specialistico negli Stati Uniti con l’introduzione del Securities Act del 1933, che richiedeva un’indagine ragionevole per prevenire la responsabilità per dichiarazioni false di fatti materiali nelle offerte di titoli. Questo atto ha introdotto la cosiddetta “difesa della due diligence”, permettendo ai venditori di titoli di evitare responsabilità se avevano condotto un’indagine adeguata.

Nel linguaggio economico, sottolinea la Treccani, oggi il termine indica “il procedimento attraverso il quale il potenziale acquirente valuta in via preventiva le condizioni economiche della società che intende acquisire, nonché i rischi eventuali e potenziali correlati a determinate operazioni.”

Quanto dura la due diligence?

La durata del processo di due diligence può variare notevolmente a seconda della complessità e della portata dell’accordo o della transazione in esame. Mentre alcuni processi possono essere completati in poche settimane, altri possono richiedere mesi, in particolare in caso di fusioni, acquisizioni, o quando è necessario esaminare in dettaglio aspetti finanziari, legali, ambientali e di mercato.

Chi è il responsabile della due diligence?

La responsabilità di condurre una due diligence può ricadere su diverse figure, a seconda del contesto. In genere, nel contesto delle fusioni e acquisizioni, è il potenziale acquirente che conduce la due diligence sulla società target per verificare l’accuratezza delle informazioni presentate e per identificare potenziali rischi o problemi avvalendosi, solitamente, di un team di consulenti.

Come si effettua?

Il processo di due diligence può essere articolato in diverse fasi essenziali, tra cui:

  1. Definizione degli obiettivi dell’accordo.
  2. Assegnazione dei ruoli e delle responsabilità all’interno del team di due diligence.
  3. Analisi dei documenti aziendali, finanziari e legali.
  4. Valutazione dei rischi associati all’accordo o all’investimento.
  5. Redazione di un rapporto finale che sintetizza i risultati della due diligence.

La due diligence non è revisione legale

La revisione contabile del bilancio è un processo regolamentato che si concentra sulla verifica contabile dei dati finanziari presentati in bilancio. Viene condotta da una società di revisione indipendente che emette una relazione esprimendo un giudizio sulla correttezza dei dati contabili rispetto agli standard contabili stabiliti. Questa attività segue rigorosamente gli standard professionali e ha l’obiettivo principale di valutare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società target.

D’altra parte, la due diligence è un processo più flessibile e personalizzato, spesso condotto in vista di un’operazione di acquisizione o di investimento. La sua natura e gli obiettivi dipendono dagli accordi stabiliti tra l’investitore e il revisore incaricato. La due diligence mira a fornire una visione completa della società target, concentrandosi non solo sui dati finanziari, ma anche su aspetti operativi, legali e strategici. A differenza della revisione contabile del bilancio, la due diligence non emette un giudizio formale sul bilancio della società, ma fornisce informazioni dettagliate che l’acquirente può utilizzare per prendere decisioni informate.

Quando è obbligatoria?

La due diligence diventa un requisito obbligatorio in diverse circostanze, soprattutto quando sono in gioco normative specifiche come la Foreign Corrupt Practices Act (FCPA) negli Stati Uniti, che impone alle aziende di effettuare controlli approfonditi sui loro partner commerciali esteri per prevenire pratiche di corruzione.

Quali sono i diversi tipi di due diligence?

Si possono individuare due tipologie di Due Diligence, a seconda del committente:

  • Acquisition Due Diligence‘, quando è il committente o possibile acquirente a richiedere la Due Diligence sulla società target;
  • Vendor Due Diligence‘, quando è la società target che commissiona l’attività di indagine sui propri conti.

Inoltre esistono diversi tipi di due diligence, ognuno dei quali si concentra su aspetti specifici a seconda del contesto dell’accordo o dell’investimento. Tra i principali, si includono:

  • Due diligence finanziaria: valutazione delle performance finanziarie dell’entità in questione.
  • Due diligence legale: verifica della conformità a leggi e regolamenti e dei connessi rischi.
  • Due diligence ambientale: valutazione degli impatti ambientali e dei rischi correlati.
  • Due diligence tecnologica: analisi delle infrastrutture dell’IT e dei sistemi informativi.
  • Due diligence sul capitale umano: verifica delle politiche di gestione delle risorse umane e delle relazioni lavorative.
  • Due diligence sui terzi: indagine sui fornitori, partner e clienti per valutare i rischi associati.
  • Due diligence sulla catena di fornitura: valutazione dei rischi legati alla catena di fornitura, inclusi rischi ambientali e di diritti umani.
  • Due diligence sulla cybersecurity: valutazione dei rischi legati alla sicurezza informatica.

In aggiunta, con l’aumento dell’attenzione verso la responsabilità sociale d’impresa, si sta diffondendo anche la due diligence sui diritti umani, che richiede alle aziende di valutare l’impatto delle loro attività sui diritti umani, seguendo le linee guida dell’OCSE e i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani.

In quali operazioni si usa?

La due diligence può essere applicata a diverse dimensioni del business, che sia l’intera azienda o solo una sua parte, come ad esempio un ramo d’azienda. Il suo ambito di utilizzo è ampio e può essere impiegata in varie operazioni, tra cui

  • fusioni, acquisizioni, cessioni societarie o aziendali
  • attività di valutazione e stima degli immobili oggetto di procedure giudiziali, di compravendita e quindi, in generale, posti a garanzia di esposizioni creditizie
  • quotazioni in borsa
  • un aumento di capitale
  • la stipula di un contratto di joint venture.

Novità rilevanti

Recentemente, sono state introdotte importanti novità legislative in materia di due diligence, con un focus particolare sulla sostenibilità e i diritti umani.

 Il 14 dicembre 2023, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla Corporate Sustainable Due Diligence Directive (CSDDD o CS3D). Questa direttiva impone alle aziende di adottare piani di transizione per allineare le loro strategie e piani aziendali all’Accordo di Parigi, concentrandosi in particolare sugli impatti ambientali e sui diritti umani nella loro catena del valore.

Il 15 marzo 2024, il Consiglio dell’UE ha finalmente votato a favore della CSDDD. Il nucleo dell’accordo raggiunto nel dicembre 2023 rimane intatto, il che significa che le aziende rientranti nel campo di applicazione saranno soggette a obblighi di diligenza dovuta estensivi in materia di diritti umani e ambientali. Lunghe negoziazioni e notevoli concessioni, tuttavia, hanno portato a una significativa riduzione dell’ambito di applicazione della CSDDD rispetto alle soglie di fatturato e occupazione originariamente previste; circa 5.400 aziende sono ora direttamente soggette alla direttiva. La CSDDD riguarda le aziende con 1.000 dipendenti e con un fatturato netto annuale mondiale di oltre 450 milioni di euro. 

La direttiva ESG impone alle aziende di integrare la due diligence ESG nelle loro politiche aziendali, identificare gli effetti negativi reali o potenziali sui diritti umani e sull’ambiente, e istituire procedure di reclamo. Le imprese devono monitorare l’efficacia delle loro politiche e delle misure di due diligence ESG, contribuendo a proteggere i diritti umani e l’ambiente in tutta la catena del valore​.

La CSDDD si applica non solo alle aziende europee ma anche a quelle extra-europee attive nell’UE, con specifici criteri di selezione definiti dalla direttiva. 

Le PMI sono ovviamente coinvolte nel processo in quanto appartenenti alla filiera di fornitura.

Una componente essenziale della governance aziendale

In conclusione, la due diligence è un processo complesso che riveste un ruolo cruciale nel ridurre i rischi associati a transazioni commerciali, investimenti, fusioni e acquisizioni. Garantisce che le parti coinvolte possano prendere decisioni informate basate su un’analisi approfondita e sistematica delle informazioni disponibili. L’adozione di pratiche di due diligence rafforzate, in particolare in settori ad alto rischio o in presenza di normative stringenti, può non solo aiutare le aziende a evitare sanzioni legali e danni alla reputazione, ma anche a identificare opportunità di miglioramento e crescita. Inoltre, l’integrazione della due diligence sui diritti umani e ambientali dimostra l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità e la responsabilità sociale, elementi sempre più valorizzati da consumatori, investitori e parti interessate. La due diligence rappresenta una componente essenziale della governance aziendale, essenziale per navigare con successo le complessità del panorama aziendale moderno, garantendo al contempo che le attività aziendali siano condotte in modo etico, responsabile e conforme alle normative vigenti.

Fonti

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