2 Gennaio 2024

NUOVA SABATINI E TRANSIZIONE 4.0: le agevolazioni per le imprese nel 2024

NUOVA SABATINI E TRANSIZIONE 4.0: le agevolazioni per le imprese nel 2024

Il credito d’imposta rappresenta uno strumento cruciale per le imprese italiane, offrendo un meccanismo di agevolazione fiscale finalizzato a stimolare gli investimenti in settori strategici come ricerca e sviluppo, formazione, internazionalizzazione e altro ancora. In questa #unipills, affronteremo la nuova SABATINI e transizione 4.0: le agevolazioni per le aziende.

Introdotto nel 1998 e soggetto a continui aggiornamenti normativi, questo strumento mira a incentivare la crescita economica attraverso l’agevolazione di attività specifiche, permettendo alle imprese di ridurre l’imposta da pagare sui propri utili netti.

Si tratta, infatti, di un credito che il contribuente vanta nei confronti dello Stato a seguito di uno o più investimenti in attività specifiche, come ad esempio la R&S, la formazione del personale, le attività di internazionalizzazione o altre attività simili.

COME OTTENERE E UTILIZZARE IL CREDITO D’IMPOSTA

L’entità del credito dipende da diversi fattori e spesso, per potervi accedere, è necessario presentare apposita domanda. Tutte le informazioni relative alla percentuale massima di credito d’imposta, sul tetto massimo e sugli interventi ammissibili alle misure d’agevolazione sono presenti nell’istanza.

La domanda presentata all’ente preposto deve indicare:

  • la tipologia di attività svolta
  • il periodo di riferimento
  • l’importo richiesto

L’ente preposto dopo valutazione della stessa, se ritenuta idonea, concederà il credito d’imposta all’impresa.

Essendo un credito fiscale, il credito d’ imposta può essere utilizzato in compensazione con altre imposte dovute dall’azienda nei confronti dell’erario (tramite il modello F24) o, quando ammesso, se ne può chiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi oppure cederlo a terzi.

Esistono altri due casi in cui è possibile ottenere un credito d’imposta:

  • quando si è verificato un errore di calcolo fiscale a favore dell’azienda: in questo caso all’azienda, avendo pagato più tasse del dovuto, viene riconosciuto un credito.
  • quando il credito di imposta risulta “fisiologicamente” dalla dichiarazione (Redditi, IVA): in questo caso non occorre, naturalmente, presentare alcuna istanza, né è legato ad alcun incentivo/bonus.

PRINCIPALI TIPOLOGIE DI CREDITO D’IMPOSTA

  • Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo
  • Credito d’imposta Beni strumentali 4.0
  • Credito d’imposta Formazione 4.0

LE AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE NEL 2024

Una delle agevolazioni in favore delle imprese previste dalla Legge di Bilancio 2024 è il rifinanziamento della Nuova Sabatini.

Il comma 3 dell’articolo 54 stanzia un totale di 100 milioni di euro di ulteriori risorse per il prossimo anno, con l’obiettivo di potenziare la misura che sostiene gli investimenti produttivi effettuati da imprese. Alle novità si affiancano le risorse già previste dalla scorsa Manovra, pari a 40 milioni di euro annui dal 2024 al 2026.

La Nuova Sabatini prevede finanziamenti (da 20.000 a 4 milioni di euro) di durata massima quinquennale, concessi da banche e intermediari che hanno aderito alla Convenzione “Beni Strumentali”, con possibilità di copertura fino all’80% del l’importo erogato dal Fondo di Garanzia PMI.

La misura prevede anche un contributo in conto impianti, calcolato in base al tasso di interesse annuo del 2,75% (per investimenti “ordinari”) o al 3,575% per gli investimenti in tecnologie rientranti nell’ambito dell’Industria 4.0 e per gli investimenti green (in relazione a domande presentate a partire dal 1° gennaio 2023).

DETTAGLI SULLA AGEVOLAZIONE PER LE AZIENDE DEI BENI STRUMENTALI 4.0

Quel che veniva definito come iper ammortamento è stato trasformato, per effetto della Legge di bilancio 2020, nel Credito d’Imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0.

Possono beneficiare dell’agevolazione 4.0 tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.           

Tale contributo è uno dei principali strumenti volti a supportare ed incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, che siano direttamente funzionali a questa trasformazione tecnologica in chiave digitale dei processi produttivi.

Nel caso del “vecchio” iper ammortamento, l’agevolazione consisteva in una maggiorazione del costo di acquisizione e di conseguenza anche la detrazione di cui si ha diritto nella dichiarazione dei redditi, essendo il bene strettamente strumentale all’attività d’impresa.

L’introduzione dello strumento del credito d’imposta 4.0, a partire dal 2020 e riconfermato fino al 2025, ha, invece, migliorato l’entità dell’agevolazione per le imprese. Non si tratta più, infatti, di aumentare il valore detraibile, bensì di generare un valore di “sconto” puro su tasse e imposte dovute allo Stato, il cui ammontare dipende dal valore di acquisto del bene strumentale.

Il credito d’imposta (in ogni sua forma) è, infatti, considerabile un contributo diretto ma, a differenza di un contributo a fondo perduto, il denaro non viene materialmente erogato al beneficiario ma, come detto, viene “scontato” nel momento in cui dovrà versare denaro, in termini di tasse e imposte, allo Stato.

Il credito d’imposta per i beni strumentali materiali 4.0 riconosciuto per gli investimenti effettuati dal 2023 al 2025 dipende dall’entità dell’investimento stesso:

  • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro;
  • 5% del costo per la quota di investimenti superiore a 10 milioni fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 50 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della transizione ecologica e con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Per i beni immateriali 4.0, il credito d’imposta pari al 20% per l’anno in corso scenderà al 15% dal prossimo 1° gennaio, per poi ridursi ulteriormente al 10% nel 2025.

La norma prevede l’obbligatorietà della redazione di una perizia tecnica da parte di un ingegnere o di un perito industriale, come forma di riconoscimento formale dell’agevolazione, in base al valore del bene acquistato: la soglia oltre la quale la norma obbliga a produrre una perizia è pari a 300.000,00 euro. Negli altri casi, è sufficiente un’autodichiarazione da parte del legale rappresentante che indichi la corrispondenza fra le caratteristiche del bene e l’aderenza alla normativa per ottenere l’agevolazione fiscale.

Il credito d’imposta 4.0 è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

GESTIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA NEL BILANCIO AZIENDALE – Come il credito d’imposta beneficia le imprese italiane

Secondo la prassi prevalente, l’agevolazione costituisce un beneficio economico per le imprese riconducibile alla fattispecie dei contributi in conto impianti.

Nel momento in cui esiste la ragionevole certezza che le condizioni previste per il riconoscimento del contributo sono soddisfatte e che i contributi saranno erogati, il credito tributario viene iscritto in bilancio ai sensi dei paragrafi 87-88 dell’OIC 16.

In contropartita al credito tributario, il paragrafo 88 dell’OIC 16 stabilisce che i contributi in conto impianti commisurati al costo delle immobilizzazioni materiali debbano essere rilevati a conto economico con un criterio sistematico, gradualmente lungo la vita utile dei cespiti.

Per fare ciò sono previsti due metodi:

  • con il metodo indiretto i contributi sono portati indirettamente a riduzione del costo in quanto imputati al conto economico nella voce A5 – altri ricavi e proventi e quindi rinviati per competenza agli esercizi successivi attraverso l’iscrizione di “risconti passivi”; questo metodo prevede l’imputazione a conto economico degli ammortamenti delle immobilizzazioni calcolati sul costo lordo delle immobilizzazioni stesse e la quota parte del contributo di competenza dell’esercizio a indiretta rettifica degli ammortamenti.
  • con il metodo diretto i contributi sono portati a riduzione del costo delle immobilizzazioni materiali cui si riferiscono.

Il credito d’imposta, con le sue diverse tipologie e le agevolazioni previste per il futuro, rappresenta un pilastro per il supporto alle imprese italiane.

Grazie all’accesso a finanziamenti agevolati, incentivi fiscali mirati e facilitazioni nell’utilizzo di risorse per la crescita aziendale, il suo impatto si riflette non solo nei bilanci aziendali, ma anche nell’intera economia, promuovendo una crescita sostenibile e continua nel tessuto imprenditoriale italiano.

Potrebbe interessarti anche: