28 Novembre 2023

Deroga Minusvalenze 2023: Valorizzazione dei Titoli in Bilancio

Minusvalenze

Una clausola di deroga temporanea consente la valutazione dei titoli in bilancio 2023 secondo criteri differenziati. Il DM del MEF del 14 settembre 2023, infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 23 settembre 2023 n. 223, estende anche ai bilanci 2023 la sospensione temporanea delle minusvalenze, già in vigore per i bilanci 2022 ai sensi dell’art. 45 c. 3 octies-3 decies DL 73/2022.

Tale deroga temporanea, inizialmente introdotta dall’art. 20 quater DL 119/2018, per i bilanci 2018, è stata poi estesa all’esercizio 2019 dal DM 15 luglio 2019, all’esercizio 2020 dal DM 17 luglio 2020, reintrodotta per i bilanci 2022 dalla conversione del DL Semplificazioni e infine prorogata anche ai bilanci 2023 dal DM 14 settembre 2023.

Cosa prevede la deroga minusvalenze nel bilancio 2023

In base a quanto disposto dal decreto su menzionato, stante l’eccezionale situazione di turbolenza nei mercati finanziari, per i soggetti che non adottano i principi contabili internazionali, in merito alla valutazione dei titoli iscritti nell’attivo circolante, è possibile derogare al criterio di valutazione prescritto dall’art. 2426 c.c. (minore tra il costo ed il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato) per i titoli non immobilizzati.

Una clausola di deroga temporanea che permetterà in via facoltativa a tutti i soggetti che redigono il bilancio secondo i principi contabili nazionali di non procedere a svalutare nell’esercizio 2023 i titoli presenti nell’attivo circolante, a patto che questi non rilevino perdite durevoli di valore, bensì a valutare al valore di iscrizione risultante dal bilancio 2022 i titoli già presenti nel portafoglio al 31 dicembre 2022 e al costo d’acquisizione i titoli acquisiti nel 2023.

L’eccezione

Tale deroga, inoltre, non si applica agli strumenti finanziari derivati, disciplinati dall’OIC 32 “Strumenti finanziari derivati”, in quanto iscritti e valutati al fair value ai sensi dell’art. 2426 c. 1 n° 11-bis c.c., e non al minore tra il costo ed il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.

La società che si avvale della deroga di cui sopra destina a riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente alla differenza tra i valori iscritti in bilancio al 31 dicembre 2022 (o il costo di acquisizione per i titoli acquistati nel corso dell’esercizio 2023) e i valori di mercato rilevati alla data di riferimento del bilancio, al netto del relativo onere fiscale. Qualora gli utili dell’esercizio o le riserve di utili o le altre riserve patrimoniali disponibili non fossero sufficienti a costituire la riserva indisponibile, la società destina a tal fine gli utili degli esercizi successivi.

La disclosure in nota integrativa

Per quanto riguarda la disclosure in nota integrativa, ferma restando l’informativa da riportare ai sensi dell’OIC 20, dell’OIC 21 e dell’OIC 28, le società che si avvalgono della deroga prevista dalla norma forniscono informazioni circa:

  • le modalità con cui si sono avvalse della deroga, indicando i criteri seguiti per l’individuazione dei titoli oggetto di deroga;
  • la differenza tra il valore dei titoli iscritti in bilancio ed il relativo valore desumibile dall’andamento del mercato e le motivazioni per cui hanno ritenuto la perdita temporanea.

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