Gli impatti del nuovo PNRR – uni PILLS #8 - Uniaudit
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Gli impatti del nuovo PNRR – uni PILLS #8

Gli impatti del nuovo PNRR – uni PILLS #8

La pandemia da Covid-19 che recentemente ha colpito l’economia mondiale, ha avuto un impatto importante sull’economia domestica che, a fronte di un calo del 6,2% del PIL a livello Europeo, ha registrato una drastica riduzione del’8,9%.

L’Unione Europea, pur considerando le difficoltà iniziali, non si è fatta trovare impreparata ed ha messo a punto un piano di ripartenza ambizioso ed inedito su scala continentale, di cui l’Italia è la prima beneficiaria con 235,1 miliardi di euro derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e 191,50 miliardi che arriveranno invece dal RRF (Recovery and Resilience fund). È una opportunità imperdibile di sviluppo e finanziamenti che permetterebbero di modernizzare la pubblica amministrazione e portare l’Italia verso una transizione ecologica e digitale.

Lo scorso 26 Aprile è stato presentato dal Governo Italiano il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il piano ha la finalità di mostrare i punti cardine della ripartenza, facendo leva sugli impieghi delle risorse finanziare messe a disposizione dall’Unione Europea, grazie al programma Next Generation Eu.

La versione del PNRR inviata alla commissione Europea, dal titolo “Italia Domani”, ha mantenuto l’impostazione base fornita dal precedente governo, mostrando importanti segni di continuità. Uno degli elementi più comuni tra i due piani lo si può riscontrare sul piano della finalità di destinazione delle risorse: rimane infatti centrale la suddivisione del documento in 6 missioni, 16 componenti e 141 progetti (di cui 134 relativi ad investimenti e 7 riguardanti nuove riforme da porre in atto).

All’interno del Piano, il quale mostra un contenuto variegato, capace di toccare tutti i temi per una veloce ripartenza vi è anche una sezione dedicata all’analisi della valutazione dell’impatto macroeconomico. Per l’analisi è stato utilizzato un modello Quest creato ad Hoc dalla Commissione Europea.

Gli investimenti previsti permetterebbero, in un’ottica quinquennale, di incrementare il PIL del 3,6%, grazie principalmente a due fattori:

  • nel breve termine si ha l’impatto sulla domanda dovuto all’incremento della spesa per gli investimenti pubblici; vi è da considerare però che a livello di Pubblica Amministrazione si sta cercando di incentivare sempre di più gli acquisti verdi (GPP), che permettono una maggior durabilità dei prodotti e delle materie prime.
  • nel medio-lungo termine gli investimenti andrebbero ad aumentare le casse pubbliche mostrando effetti positivi sullo stock di capitale e di riflesso sul PIL.

Lo scopo del documento finanziario approvato il 30 di aprile scorso è da ritrovarsi non soltanto nella volontà di ripartenza di un’intera nazione, ma anche nel permettere all’Italia di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità previsti dalla commissione europea per il 2030. Vi è quindi un importante legame intrinseco tra le sei missioni del PNRR e i 17 SDGs (sustainable development goals) redatti dall’Unione Europea nel 2015. L’importanza di una visione sempre più sostenibile ed ecologica è altresì mostrata dalla costanza con cui l’Italia sta cercando di implementare sistemi di controllo come gli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile, sempre più al centro della pianificazione economica e finanziaria.

È ovviamente tutto in divenire, ma i risultati che si avranno dalle varie linee di intervento del PNRR permetteranno di valutare come questi possano contribuire al raggiungimento dei sopra menzionati SDGs e BES.

La valutazione macroeconomica proposta dal documento merita però un attenzione particolare; è ormai nota la correlazione tra crescita del PIL ed esportazioni ed importazioni; lo scenario, con probabilità è da rivalutare, lo squilibrio della bilancia commerciale ampiamente sottostimato  potrebbe avere un impatto negativo ben maggiore in termini di riduzione del surplus o aumento del deficit portando di contro ad una diminuzione nella resa degli investimenti fatti e proposti dal nuovo documento.